The Flavor-first Vertical Farm: presenting Plenty.

Matt Barnard, CEO Plenty: “A farm like Tigris has the potential to improve human and planetary health, and that’s exactly why Plenty is here.”

“Non abbiamo concorrenti e non siamo in cerca di un'agricoltura tradizionale ... in questo siamo tutti insieme”.
Si presenta Matt Barnard, CEO e Co-Founder di Plenty www.plenty.ag, un progetto, una società, un sogno, un gruppo di persone che lui stesso ama descrivere come “..un collettivo di coltivatori, innovatori, ingegneri, scienziati, artisti, buongustai e romantici che lavorano per migliorare la qualità delle piante, delle persone e della salute planetaria”.
Matt vuole cambiare il modo in cui il mondo mangia cambiando il modo in cui viene coltivato il cibo. "Ci sono 70.000 varietà di frutta e verdura commestibili nel mondo, e grazie alla scelta di crescerle all’aperto, su ampie distese coltivate, lontane dal consumo a cui arrivano dopo lunghi tragitti caricate sui camion, siamo stati retrocessi a mangiare solo le poche dozzine di specie che ci portano nei supermercati”, ha dichiarato Nate Storey, Co-Founder di Plenty. "Plenty ha creato la possibilità di un futuro in cui le persone di tutto il mondo, indipendentemente dal reddito o geografia, potranno provare la gioia di frutta e verdura incredibili e nutrienti”. E se davvero noi tutti siamo ciò che mangiamo, allora cambiare il processo di crescita del cibo modificherà il nostro modo di mangiare, quindi noi tutti.
Plenty for all™. Su quattro semplici caratteristiche concettuali solidissime a tutt’oggi si costruisce da sempre il prodotto cresciuto in Plenty: accessibile, pronto da mangiare, trasparente, locale e a basso impatto.
Ma cosa è davvero Plenty? Solo una Farm verticale o una possibilità consapevole di crescita che ha attirato oltre 220 milioni di dollari di investimento?
Si giunge a Plenty normalmente da una breve deviazione dalla 101 in uscita sud da San Francisco, percorrendo una classica strada pulita e larga costeggiata di luminosi prati verdeggianti, sempre. All’interno di una Factory dalle mura grigie in East Side South San Francisco, appena a nord dell’Aeroporto internazionale, nella prima zona di espansione verso la valle a sud, dove la 101 per la prima volta ti fa sentire di aver lasciato definitivamente la città, enormi pareti di cavolo alte 6 metri e altre verdure si estendono lungo enormi corridoi lunghi oltre 40 metri. Sono Mizuna e Tatsoi, due tipi di senape orientale: "Questa è una delle miscele che stiamo lavorando da posizionare contro il cibo spazzatura", racconta Matt.
Secondo Plenty, la nuova factory può far crescere 1 milione di piante alla volta in una struttura delle dimensioni di un campo da basket e elaborare 200 piante al minuto, grazie ai progressi dell’automazione, consentendo a Plenty così di ampliare notevolmente la sua distribuzione a negozi di alimentari e ristoranti, un rateo di produzione tra le 150 e le 350 volte quello della stessa coltura in campo.
Solo pochi anni fa la vecchia See Jane Farm - così si chiamava il progetto agli albori, un nome che ti faceva direttamente immergere nelle pubblicazioni americane popolari anni ’50 e ‘60 - inizia ad avere ambizioni globali e sempre più voglia di far conoscere al mondo le possibilità delle nuove tecnologie di coltivazione, così da poter soddisfare le reali richieste di cibo delle popolazioni mondiali.
Matt Barnard decide così di cambiare il nome della società in Plenty che, racconta: “..è stato in grado di comunicare meglio con le culture di tutto il mondo e che ci ha permesso di avere più successo”.

Ma chi è Matt Barnard? Un ragazzo veloce delle terre del nord, “il posto in cui abitiamo” come lo chiamano gli Indiani. Parte con un passato nella gestione dei sistemi idrici, in particolare nella ricerca di modi per alleviare lo stress in quei sistemi, per poi tornare ai sistemi tecnologici su larga scala, reti mobili intelligenti, sistemi di supporto alle utility elettriche, idriche e del gas. Matt cresce in una fattoria tradizionale nel Wisconsin e comprende i benefici della produzione di cibo coltivato naturalmente e a distanza zero, nella propria farm. Ma ne comprende anche i sacrifici, cosa significhi coltivare in open field, quali siano le differenze con il prodotto che trovava nei supermercati, anche quello fresco, sopratutto la qualità delle colture che non era possibile coltivare in quella regione.
Racconta di come si renda conto velocemente di quali siano le vere cose essenziali nella vita, tra cui pone al primo posto l’acqua. “Non so se c'è qualcosa di più essenziale dell’acqua”, dirà in una successiva intervista. “Abbiamo bisogno di acqua, abbiamo bisogno di energia, abbiamo bisogno di cibo, abbiamo bisogno di relazioni umane premurose. Questo è tutto”.
Spostatosi in California, qui comprende come il cibo debba viaggiare per migliaia di miglia per raggiungere il consumo, e quanto ne venga consumato e sprecato per gestire una supply chain così articolata.
Tutto questo porta a Plenty. Ricorda Matt: “Tutte queste cose insieme; la mia esperienza con il cibo in fattoria, il mio desiderio di aiutare a riparare lo stress dei sistemi idrici e le esperienze familiari che mi hanno fatto immergere in ciò che sappiamo della nostra dieta e in che modo influisce sulla nostra salute sono gli elementi che mi hanno portato a Plenty”.

Nasce così Plenty. Oggi, a pochi anni di distanza, ma con i fondamenti ben saldi nella visione d’azienda, Plenty è una tra le società di Innovazione agricola più investite al mondo. Conta una compagine importante e assoluta in termini di investitori, di persone che credono negli obiettivi del progetto. Capitali consapevoli di come la capacità agricola stesse diminuendo in modo assoluto e su base individuale in tutto il mondo, di come il 4% della popolazione mondiale consumasse all'incirca il 30 percento della frutta e verdura del mondo. E di come da questo si arrivasse alla conseguenza di un 96 percento della popolazione mondiale senza accesso a frutta e verdura nel modo che desiderava. Le società di investimento erano consapevoli di quei trend e del costante aumento del costo del lavoro e dei terreni fertili, perché superficie in rapidissima diminuzione, con un consumo rampante di un campo di football al secondo.
Plenty, al tempo, offriva una possibilità di soluzione a tutto ciò.
Nel 2017 Softbank (tramite il suo fondo Vision) chiude un round di investimenti di oltre 220 milioni di USD in questa visionaria startup, che consente a quest’ultima di estendersi installandosi nel nuovo quartier generale che oggi la raccoglie. I sostenitori dell'ultimo round di raccolta fondi della società includono, oltre a SoftBank, Eric Schmidt, presidente di Alphabet (attraverso Innovation Endeavors), Jeff Bezos (attraverso Bezos Expeditions), DCM Ventures, Finistere Ventures e Louis Bacon.

Oggi ogni fase del processo è automatizzata.
In un angolo i robot imballano i vassoi con terra e semi e li trasportano in un'altra stanza per la fase di germinazione, mentre lungo un'altra parete, quattro robot all'interno di box di vetro sollevano con cura le piantine dai vassoi e le piantano con maestria nelle alte torri bianche in crescita, istruiti in precedenza da operatori esperti, per poi continuare in autonomia ad apprendere e migliorare i processi.
Nella growing room, un numero infinito di telecamere a infrarossi e di sensori monitorano il clima interno trasmettendo i dati raccolti ad un complesso software proprietario che regola tutti i dettagli del processo, dalla ricetta di luce alla gestione dell’acqua, seguendo quanto impostato a monte dagli agronomi e dai master di growing, al fine di raggiungere le migliori caratteristiche richieste al prodotto, croccantezza, colore, profumo, naturalmente sapore e proprietà nutritive.
In un altro angolo della Factory, poi, un robot giallo brillante raccoglie una torre piena di cavolo che stava crescendo, pochi minuti prima, in uno dei grandi corridoi laterali, la ruota delicatamente su un lato, la posiziona su un nastro trasportatore dove una macchina tagliatrice rotante separa e ordina le foglie per raccoglierle, forse uno degli ultimi step del processo interno, prima della consegna ai punti di vendita locali.
Tigris - questo il nome del sistema di crescita e di gestione della coltivazione-esercita il controllo assoluto su tutte le variabili del processo, il clima, la luce, l’acqua.
"Sostanzialmente creiamo un diverso profilo aromatico dalle piante dando loro la ricetta giusta", racconta Matt. Ogni giorno Plenty gestisce le colture raccolte attraverso il suo dipartimento "sensoriale", valutando fattori come dimensioni e sapore e modificando l'ambiente di coltivazione in base alle necessità per la coltura successiva. "Prendiamo quelle piante e analizziamo cosa c'è in esse, quindi lavoriamo per dare alle colture successive esattamente la ricetta giusta in modo che queste siano adorabili. E questo è fondamentale. È così che arriviamo ai bambini di 10 anni che chiedono alle loro madri il nostro cavolo ".
Produrre vicino alle persone, azzerare i trasporti, le fasi logistiche. Cogliere al momento della vendita e permettere così alla pianta di offrire il massimo della propria capacità nutrizionale, del proprio essere, cibo locale ma con le massime proprietà, di prodotto e sensoriali, di consumo.
Plenty, come le più importanti strutture di coltivazione indoor in verticale, può così vendere varietà di prodotti troppo delicati per sopravvivere alle attuali filiere. “I consumatori non vogliono davvero comprare lattuga iceberg”, afferma Matt Barnard. “L’Iceberg è un raccolto enorme perché può sopravvivere sia alle difficili condizioni di coltivazione che a viaggiare per migliaia di miglia.” Riducendo, se non azzerando, il trasporto Plenty può vendere prodotti che non esistono oggi nei supermercati, più delicati, croccanti, difficili da trasportare freschi e al pieno delle proprietà e mantenendone shelf life naturale, prodotti come la Baby Rucola, Mizuna, Tatsoi, Baby Kale. Al contempo le Vertical Farm come Plenty, andando a produrre a fianco del consumatore e in maniera continua, ogni giorni dell’anno per tutto l’anno, hanno la chance di ridurre i costi di gestione prodotto dei centri distributivi ad ogni scala, come della lunga supply chain.
Consideriamo inoltre la Food Security: i sistemi di Vertical Farming hanno la possibilità, se certificati ed autorizzati, di azzerare il rischio da contaminazione batterica o virale, infettivo. La poca acqua lavorata dal sistema Tigris, come dai maggiori sistemi di gestione di Vertical Farming, è assolutamente esente da ogni carica batterica nociva e il prodotto così uscito dal sistema di crescita non ha alcuna necessità di lavaggio. Consideriamo che le insalate e gli ortaggi in genere usciti dalle tradizionali farm ed assegnati all catena distributiva vengono spesso lavati e trattati con prodotti chimicamente potenti, spesso con percentuali di candeggina anche. Alcune normative di classificazione commerciale dei prodotti in vendita obbligano persino al lavaggio, alle volte anche al doppio lavaggio e pensiamo al rischio da contaminazione che ne può derivare. Plenty, come altri sistemi automatizzati, lo azzerano e si attestano su classificazioni commerciali da scrivere completamente.
Plenty gestisce la catena impostata su Tigris con il massimo della ricerca in sostenibilità. Riesce a ridurre di circa l’80% il consumo di energia per chilogrammo di piante coltivate e prevede di ridurlo ulteriormente nella implementazione di nuove tecnologie al risparmio attualmente in sviluppo.
Il grande centro di produzione in south San Francisco pullula di innovazione e ricerca di sistemi anche non convenzionali per la soluzione di ogni fase del processo, in ottica di piena sostenibilità e in parallelo di soddisfazione del consumo.
A Laramie, Wyoming, Plenty ha installato un centro operativo di ricerca e sviluppo di nuove varietà di colture - 700 nell'ultimo anno - dove si stanno perfezionando, tra le altre operazioni di sviluppo di prodotto, le ricette per coltivare frutta, fragole e pomodori.
La società aveva anche pianificato di aprire una fattoria di 10,000 mq vicino a Seattle prevista per fine 2020, ma ha deciso di concentrarsi sullo sviluppo di Tigris in California, oramai un sistema troppo innovativo per adattarsi alla struttura dello Stato di Washington affittata nel 2017. I dirigenti di Plenty, tra cui Jeff Bezos, CEO di Amazon, hanno così definitivamente deciso di cambiare i piani industriali: "Abbiamo deciso che il miglior modo di agire sarebbe stato quello di ibernare Seattle", ha affermato Christina Ra, senior director del marketing integrato di Plenty. “In qualità di società relativamente snella, dovevamo solo prendere una decisione su dove avremmo focalizzato la nostra attenzione e ci sentivamo come costruire Tigris, concentrandoci anche su Seattle come un nuovo mercato davvero importante, era qualcosa che non potevamo fare bene ", ha continuato Ra.
Ma i piani di sviluppo non rallentano. Ad ottobre 2019 Plenty ha annunciato l'intenzione di aprire una fattoria di prossima generazione a Los Angeles. Con l'operazione di Seattle fallita, LA sarà la prima espansione di Plenty oltre i suoi mercati interni nel sud di San Francisco e nel Wyoming. La nuova Farm di LA, approssimativamente delle dimensioni di un campo da calcio, è prevista
per iniziare lo sviluppo a Compton entro la fine dell'anno e portare prodotti saporiti e ultra-puliti alla comunità alla fine del 2020.

Sono progetti ambiziosi, molto ambiziosi.
Ma esistono, mi esprimo per chi ancora non ha avuto la curiosità di approfondirli. Il Vertical Farming è oramai una soluzione diffusa, su ogni livello di scala. Plenty ne è testimonianza. Altre realtà lo sono.
Troviamoci perciò ancora a fine 2020. Siamo sempre restii a schierarci a fianco dell’innovazione, e qui trattiamo di cibo, di agricoltura, figuriamoci, di soluzioni che potranno però offrire una via d’uscita a scenari difficili. Attendiamo e riflettiamo, senza ancora esprimere giudizio. Plenty, Aerofarms, Planet Farms, i tre pilastri globali di processo di coltivazione in verticale completamente automatizzata, ognuno con le proprie caratteristiche, avranno presto consolidato il proprio sviluppo e saranno quindi soluzione.
Sediamoci ed attendiamo.

Source: Plenty Farms, autore.
Photo Credits: Spencer Lowell/courtesy Plenty Farms

Plenty Farms
570 Eccles Ave
South San Francisco, CA 94080
(650) 735-3737
www.plenty.ag

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