Floating Farm: soluzione per oggi o per il futuro?

Le Floating Farm potranno essere una alternativa futura. Ma già oggi continuano a crescere progetti di fattorie galleggianti. Lo sfruttamento di aree acquose in alternativa al crescente deficit di terreno fertile.

Secondo Report IPCC 08/19, la produzione alimentare globale dovrà aumentare esponenzialmente entro il 2050 per soddisfare le esigenze della popolazione in continua crescita. Al contempo, ogni manciata di secondi perdiamo sul pianeta una superficie di terreno fertile utilizzabile grande come un campo di calcio. Mentre il 71% della superficie del globo è coperta da acque, di cui il 97,5% salate. Solo il 2,5% è acqua dolce, circa 32,5 milioni di miliardi di metri cubi. Un ulteriore 1,75% di acqua è ghiacciata, ai poli, sotto forma di ghiacciai o permafrost. Perciò il mondo deve contare soltanto sullo 0,75 per cento dell’acqua disponibile sul pianeta, quasi tutta in falde acquifere sotterranee, nonostante il 59% circa del suo fabbisogno venga soddisfatto dallo 0,4% di acqua di superficie.
Ma la difficoltà di approvvigionamento e gestione sta nella irregolarità di distribuzione dell’acqua utilizzabile. Le cosiddette “Nove Risorse Idriche” - Brasile, Colombia, Russia, India, Canada, Stati Uniti, Indonesia, Congo e la Cina - rappresentano infatti il 60% del volume globale annuo, oltre a dover far fronte a irregolarità di distribuzione interne, sia geografiche che stagionali -pensiamo alla sola India che rapporta regioni desertiche a regioni monsoniche, e nei differenti periodi dell’anno.

Il Floating Farming, se ancora non lo fosse, può diventare una possibilità alternativa alla chiusura della economia legata alla produzione di cibo. Letteralmente Fattorie Galleggianti, le Floating Farms prevedono di sfruttare aree dismesse o a basso utilizzo di porti, banchine industriali e commerciali, normalmente a ridosso delle città.
Il Floating Farming utilizza un sistema di produzione circolare che coinvolge tutte le fasi di lavoro: dal nutrimento per gli animali, passando per la produzione di energia, fino all'utilizzo di acqua. Tutto è studiato per essere sostenibile. Una problematica importante è la stabilità della piattaforma galleggiante, pur non trattandosi di piattaforme off-shore, quindi riparate dai repentini movimenti di volumi di acqua conseguenti ad ondate, mareggiate, onde generate da veicoli marittimi. La stabilizzazione consentirebbe agli animali custoditi nelle Floating Farm di muoversi liberamente, non costretti ad una alimentazione continuativa, ma possono spostarsi secondo le loro esigenze. Per nutrire gli animali, sulle piattaforme si produrrebbe mangime che viene integrato con scarti di materie prime provenienti dalla città, tecniche innovative e nuove forme di agricoltura urbana.
La peculiare costruzione sull’acqua consentirebbe infine di lasciare libere delle porzioni di territorio che potrebbero essere impiegate in maniera più efficiente, a maggior valore aggiunto. Inoltre, essendo prevalentemente da dover posizionare nei pressi delle città, permetterebbero di coinvolgere la cittadinanza nel processo produttivo e ridurrebbero la Supply-Chain e il Farm-to-Fork generando minore inquinamento, emissioni e spreco. Di conseguenza, maggior accessibilità, continuità, durabilità.
Secondo lo Smithsonian Magazine, le Floating Farms potrebbero davvero essere presenti negli sviluppi futuri di ogni realtà urbana: https://www.smithsonianmag.com/innovation/will-cities-future-have-floating-farms-180972634/.

La primissima Floating Farm costruita nel mondo è a Rotterdam https://floatingfarm.nl/?lang=en e abbiamo già pubblicato una sua breve descrizione in un recente post https://www.vertically.it/2019/11/07/floating-farm/.
Ma oltre a Rotterdam stanno nascendo interessi e progetti in varie parti del mondo. La Floating di Rotterdam ha infatti raccolto un crescente interesse internazionale, così da valutare di poter costruire piattaforme a Singapore e nelle città cinesi di Nanchino e Shanghai, e con grande interesse di Città del Capo, New York, Los Angeles e New Orleans tra le altre città.

Da anni per esempio lo studio Forward Thinking Architecture si concentra sulla creazione di Architetture che offrano una fonte di cibo progettata in modo sostenibile per aree densamente popolate con accesso a mari, laghi o fiumi, fattorie a energia solare che funzionerebbero con un sistema idroponico.
Secondo i piani di Forward Thinking Architecture il livello più alto della Farm sarebbe coperto da pannelli solari e lucernari, raccogliendo la luce solare per l'elettricità e filtrando la luce fino al secondo livello della struttura, che ospiterebbe le verdure e le colture idroponiche, una struttura che sarebbe in grado di produrre 1,7 tonnellate di pesce e 8,1 tonnellate di frutta e verdura ogni anno. Quindi i prodotti di scarto delle colture alimenterebbero i pesci nel livello inferiore e gli scarti dei pesci verrebbero utilizzati per fertilizzare le colture. In sostanza, il design crea il suo mini ecosistema autosufficiente e chiuso.

Un recente progetto di Aqua Ark http://www.aquaark.com/Aquaark/ ha poi interessato le aree sull’East River del New Fulton Fish Market e Hunts Point a Manhattan NYC, non lontanissimo dalla Floating Pool.
Il progetto è interessante perché basa la sua costruzione sul presupposto Sicurezza, cercando di offrire una struttura che sia resistente alle mareggiate e alle ondate. Essendo una città costiera, New York City è soggetta alle inondazioni e all'ondata delle acque piovane, basti pensare all'uragano Sandy del 2012, che ha messo in evidenza la vulnerabilità del centro di distribuzione di Hunts Point. La struttura è stata progettata per resistere agli effetti della tempesta. Durante picchi estremi, la struttura si alza, rimanendo fissata in posizione fino a quando l'impennata non si ritira, garantendo che non si verifichino danni strutturali.
Questo recente progetto di Floating Farming di Aqua Ark diverrebbe la più grande fattoria di New York City. Lo sviluppatore sta costruendo una struttura agricola galleggiante di 15.000 metri quadrati circa situata al largo del centro di distribuzione alimentare di Hunts Point nel Bronx. La struttura offre fino a 16,000 mq (4 acri) di superficie orizzontale di crescita, una scala altrimenti irraggiungibile a New York. Questa è un'opportunità unica per gli operatori agricoli di coltivare prodotti alimentari così vicini al più grande centro di distribuzione alimentare del mondo. La vicinanza a Hunts Point riduce l'impatto dei costi di trasporto e dei costi ambientali per le consegne di prodotti.
Il progetto è una struttura acquaponica che alleva pesci e produce in un ambiente simbiotico, in collaborazione con MIT Open Agriculture e altre iniziative di Indoor Farming. Si pensa che una struttura così progettata possa offrire 1.2 milioni di capi di lattuga mensilmente.

Source:
The Economist, Feb 2019.
Forward Thinking Architecture
Smithsonian Magazine

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