Partiamo da A.B.Walker, 1909, Life Magazine.

Una riflessione sul futuro del rapporto Architettura-Natura-Uomo.

Nel Marzo 1909 la LIFE Magazine pubblica un cartoon a piena pagina di A.B. Walker in cui si mostra case convenzionali accatastate su una struttura verticale di grattacieli aperti.
La sua didascalia recita: "Acquista un accogliente cottage nei nostri lotti scelti in acciaio, a meno di un miglio sopra Broadway. Solo dieci minuti in ascensore. Tutti i comfort del paese senza i suoi svantaggi. "- Celestial Real Estate Company”.
Il cartoon di Walker, riportato alla attenzione da Rem Koolhaas nel libro “Delirious New York” in cui si evidenzia la volontà di sovrapporre aree indipendenti ed autosufficienti, appare in questa ottica quasi una introduzione a “The Vertical Farm: Feeding the World in the 21st Century”.

Alanson Burton Walker era un fumettista newyorkese di riviste di grande successo che lavorava all'inizio del XX secolo dopo altissima formazione prima alla Buffalo Central High School e successivamente alla Rochester University, dove si laureò nel 1897. Il suo lavoro era molto richiesto e ha disegnato per tutte le riviste importanti dell'epoca - Life, Harper's, Atlantic Monthly, Saturday Evening Post, Judge e Collier's - per cui ha creato Cartoons delicati e ironici su temi del giorno.
Decenni costruiti attorno ai ruggenti anni 20, in cui le arti trovano supporto da una grande spinta industriale post-bellica che si arena anche negli anni del proibizionismo, ma in cui l’utopia positivistica abbandona gli individualismi ed esplora strade di collettività, di espressione di relazione sociale; in cui in Europa Gide, Breton, Tzara e il Decò aprono opportunità e visioni tanto come il Jazz nero o uno sconosciuto Walt Disney iniziano ad imporsi in America.
Sono gli anni in cui si cercano differenti strade per le espressioni architettoniche, sempre con particolare e crescente riguardo al rapporto Costruito-Uomo-Natura. Sono gli anni di Frank Lloyd Wright, delle sue mirabili Architetture inserite nella Natura e che costruiscono un dialogo stretto con essa o che la natura nelle sue infinite forme vogliono esprimere, l’organicità del disegno e del pensiero, la Fallingwater House, lo Studio a Taliesin, il Guggenheim a NY.
Nel 1915, non lontano dagli anni del cartoon di Walker, il termine “Vertical Farming" fu usato da Gilbert Ellis Bailey come titolo di un importante libro per spiegare cosa significa l'agricoltura verticale e come funziona.

Oggi, oltre cento anni dal cartoon di Walker su Life, mi soffermo quindi sulla bellezza delicata di quel cartoon, sulla volontà accademica di raccontare e spiegare cosa si intendesse per Vertical Farming e mi domando se possa esserci un filo rosso che lega Walker o Bailey alle riflessioni odierne sulle soluzioni sostenibili e sulla possibilità di accedere a sistemi di sicurezza e disponibilità di cibo che dibattiamo.
Credo che il cartoon del 1909 di Walker affronti la problematica del Rapporto Uomo-Natura con lo stesso piglio e visione delle Architetture organiche di Wright o della volontà razionale di Le Corbusier di inserire il Giardino Pensile tra i Cinque Punti. Non trovo distanza di visione, anche a fronte di strumenti differenti.

L’illustrazione di Walker ha peraltro ispirato numerosi progetti urbani ed architettonici anche negli anni più vicini a noi. Negli anni '80, l’illustrazione il progetto "Highrise of Homes" di James Wines di SITE ne è testimonianza. Più di recente, il padiglione olandese all'Expo 2000 di Hannover, Germania, di MVRDV, mostra l'influenza del cartoon di Walker, probabilmente attraverso una interpretazione del progetto di SITE.
La torre dell'appartamento Urban Cactus di UCX Architects a Rotterdam, il Bosco Verticale di Boeri a Milano, fino agli studi di Libeskind, il Madison Square Park Tower, la Occitaine Tower di Tolosa, sono oggi progetti di grattacieli che incorporano verde e natura in un modo mai immaginato, forse per la prima volta intravisto nel cartoon di Walker.

Ecco la riflessione anticipata. Ciò narrato, il passaggio al verde edibile, coltivato e cresciuto, è inevitabile.

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Billy Ireland Cartoon Library & Museum

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