Crescita annua del 24,6% per il Vertical Farming.

Vertical Farming, previsioni di crescita media annua del 24,6%.
Fatturato che passerà dai 2,23 Miliardi del 2018 ai 12,77 del 2026.

Ad oggi il settore è principalmente finalizzato alla produzione di baby Leaf, Foglia, Microgreens, aromatiche, prevalentemente in idroponica. In futuro, grazie anche alla collaborazione con retailer mondiali - tra cui citiamo Whole Foods Market, Migros, M&S, Auchan - potranno essere introdotte nuove tecniche idroponiche o aeroponiche.
Whole Foods Market, la catena di cibo "organic" e di alta qualità parte del gruppo Amazon, con oltre 500 negozi in tutti gli Stati Uniti, sta ad esempio accelerando nell'adozione di fattorie verticali di piccole e medie dimensioni per coltivazioni fuori suolo all'interno o in prossimità dei propri store. In Europa la berlinese Infarm è pioniera di settore.

Negli ultimi mesi tre ricerche di mercato hanno esaminato il settore Vertical Farming e sono emerse previsioni di crescita superiori al 20% in media all’anno da qui al 2026.
Le stime sulla dimensione del mercato delle fattorie verticali realizzate dalle tre società sottolineano l’attenzione al settore e mostrano una significativa concordanza dei dati.
Da qualche anno le Vertical Farm stanno diventando un fenomeno di rilevanza di tutto rispetto, da un punto di vista economico ma anche di consolidamento del Brand. Come già espresso Joe Erskine, store manager del punto vendita M&S di Clapham Junction, London UK, la installazione in-store di sistemi di coltivazione verticali non solo offre cibo accessibile e fresco sempre ed ovunque, a metro zero, ma rafforza la Brand Awarness di chi ospita le tecnologie, esprimendo nei valori la ricerca di sostenibilità e di accesso allargato al food.

Nei tre studi considerati i numeri rappresentano l’opinione, diffusa tra gli studiosi dei trend del settore alimentare, che il Vertical Farming, e più in generale le colture indoor, saranno uno dei fenomeni del futuro. Anche sui fattori trainanti di questo sviluppo, le tre ricerche sono concordi: aumento della popolazione soprattutto nelle città; scarsità di nuove terre coltivabili ancora disponibili; necessità di ridurre l’impatto ambientale diretto ed indiretto (pensiamo alla logistica) della produzione primaria di cibo; richiesta di alimenti freschi e di migliore qualità.

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